Campo lungo

IL NATALE DELLA DISCORDIA

di Athina Saraji – V A classico

il natale della discordiaMentre in America si discute imperterriti sulle rosse e prive di fronzoli (e soprattutto di renne) tazze di Starbucks, che Donald Trump ha interpretato come segno di odio dell’azienda nei confronti del Natale, in Italia il dramma non è da meno.
Sì, perché il Preside della scuola primaria dell’Istituto comprensivo Garofani di Rozzano (MI) ha deciso, agli occhi di molti, di abolire il Natale.
Ma cosa avrà mai fatto questo Preside?
Il signor Marco Parma, Dirigente dell’istituto comprensivo, ha deciso di mutare il concerto di Natale che si svolgerà il 21 gennaio, sotto il nuovo nome di “Concerto d’Inverno”.
Il signor Parma, però, non s’è svegliato un giorno decidendo di “boicottare il Natale”: la sua decisione è stata presa a seguito della richiesta di alcuni genitori di unire canti prettamente religiosi ad altri che usualmente venivano cantati nella scuola.
«Certamente se avessimo organizzato un concerto di canti religiosi qualcuno avrebbe potuto interpretarlo come una provocazione forse anche pericolosa» è stato il commento del suddetto Preside, anche in relazione a ciò che è accaduto a Parigi nello scorso mese.
Natale«Non esistono iniziative ‘cancellate’ o ‘rinviate’. L’unico diniego che ho opposto riguarda la richiesta di due mamme che avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna» aggiunge.
E come Trump ha subito urlato allo scandalo là nella distante America per la tragedia delle tazze, qua Salvini non s’è risparmiato un commento: «Se qualcuno ritiene di favorire l’integrazione, negando quelle che sono le nostre tradizioni, è fuori di testa».
«Togliere Gesù bambino è un favore ai terroristi» afferma il segretario della Lega, che ha persino portato, scortato da fedeli seguaci, un presepe nella scuola di Rozzano.
Il Preside dichiara che nel neonato concerto d’Inverno si canteranno e si reciteranno poesie di Rodari, ma lui nel frattempo si dimette.
Sulla scia della scuola lombarda, poi, anche in Sardegna, precisamente a Sassari, una scuola nega la visita all’arcivescovo Paolo Atzei, per i 120 studenti non cattolici sui 250 totali.
C’è chi dice che cancellare le proprie tradizioni, per rispettare gli altri, non è corretto, e c’è chi dice che una festa tanto legata alla religione creerebbe imbarazzo ai non credenti.

Si viaggia verso la laicità, ma sorge il dubbio: una festa, non dovrebbe essere forse un momento di gioia per tutti?
Intanto, questa festa pare diventata uno stendardo nella battaglia religiosa, politica ed ideologica che tutti sembrano combattere.