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IMPRESSIONI DALL’EXPO MILANO 2015

Expo GateDi Leonardo Carniato – IC Classico

Al di là delle lunghe code e dell’enorme quantità di gente, l’Expo Milano 2015 ha suscitato fin dall’inizio grande stupore. L’Architettura dei padiglioni sia esterna che interna era mozzafiato: Si andava da architetture classiche ed essenziali ad architetture ultra-moderne. Il primo padiglione visitato è stato quello dell’Argentina: l’architettura esterna era simile alle vasche di un depuratore e all’interno le pareti erano bianche e curve con videoproiettori che proiettavano simultaneamente immagini, rendendo l’atmosfera avvolgente. Personalmente l’ho trovato un po’ malinconico perché le proiezioni, oltre a trattare il cibo in sé, affrontavano anche il tema delle migrazioni in cerca di lavoro. Il secondo padiglione che ho visitato è stato quello del Brasile: l’architettura esterna era costituita da una sorta di gabbia in ferro a effetto ruggine che sosteneva una rete su cui era possibile camminare. All’interno si trovavano delle proiezioni con dati relativi all’alimentazione e una serie di vasi di ceramica bianca sospesi con all’interno delle piante di plastica. Personalmente non mi è piaciuto, soprattutto perché al di là del divertimento legato al camminare sulla rete sospesa, all’interno non c’era granché e, in confronto ad altri, non dava praticamente nulla a livello di insegnamenti. Il terzo padiglione è stato quello del Principato del Monaco: l’architettura esterna consisteva in più container portuali sovrapposti in cui sono state realizzate le stanze. All’interno vi erano dei prototipi di sistemi per il filtraggio dell’acqua e un acquario ospitante delle meduse; nonostante questo non l’ho trovato molto interessante anche perché le informazioni non erano immediate e non di facile lettura. Il quarto padiglione è stato quello degli Stati Uniti: alla sinistra dell’ingresso vi era una cascata d’acqua programmata da un computer in grado di creare effetti accattivanti e sulla parete destra dell’intero padiglione vi erano delle lastre motorizzate con varie piante da orto poste orizzontalmente. All’interno vi erano molte proiezioni interattive e infine una terrazza panoramica. Questo padiglione non mi è piaciuto, anche se è stato molto interessante vedere l’orto verticale. Successivamente abbiamo visitato il padiglione della Francia: all’esterno vi era un labirinto-giardino da cui si arrivava al padiglione vero e proprio, costituito esternamente da una grotta in legno a volte ricoperte da diversi oggetti: la prima interamente ricoperta di vegetazione, un’altra con pesci e animali e un’altra ancora con messaggi che incoraggiavano ad agire meglio per il futuro del cibo: molto bello dal punto di vista architettonico e culturale. Per ultimo il padiglione dello Stato del Vaticano: l’architettura esterna era costituita da muri bianchi con scritte metalliche in varie lingue de “non di solo pane” o “non solo di pane”, e un lungo telo giallo rappresentante la bandiera dello Stato. All’interno vi era un lungo tavolo bianco con videoproiettori che mostravano i vari cibi propri di ogni periodo dell’anno. L’ho trovato molto istruttivo. Da non dimenticare è la magnifica copertura dei due viali principali, il Decumano e il Cardo, costituita da una tensostruttura a curvature contrapposte rette da funi e il bellissimo “Albero della Vita” alto 37 metri, su un piccolo laghetto, realizzato in legno e acciaio con barre luminose a tecnologia led e particolari riflettori in grado di creare spettacolari effetti luminosi. Riassumendo le architetture esterne dei vari padiglioni sono risultate meravigliose e accattivanti, mentre all’interno non tutti i padiglioni hanno comunicato ciò che promettevano dall’esterno. Un’esperienza sicuramente positiva e istruttiva.Albero della vita

In pillole,

Padiglioni visitati:

  1. Brasile
  2. Argentina
  3. Principato del Monaco
  4. Stati Uniti
  5. Francia
  6. Stato del Vaticano

Classi coinvolte:

  • VC Classico
  • IC Classico

Docenti accompagnatori:

Antonio Veropalumbo, Nik Jones, Manuela Zambon e Alessandra Artusi.