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Mar 30 2017

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GIOVANI SENTINELLE DELLA LEGALITA’ DIALOGANO CON LE ISTITUZIONI LOCALI

Mercoledì 22 marzo nella sala seminariale del Centro culturale Candiani di Mestre, le ragazze e i ragazzi del liceo Bruno-Franchetti e dell’Istituto Algarotti hanno proseguito il loro cammino di cittadini attivi e si sono confrontati con i rappresentanti istituzionali, nell’ambito del progetto “Giovani sentinelle della legalità”, giunto al terzo anno di realizzazione del mostro istituto.. A fare gli onori di casa gli assessori alla Sicurezza urbana, Giorgio D’Este, al Turismo, Paola Mar, e alle Attività Produttive, Francesca Da Villa.

Nel salutare i giovani Giorgio D’Este ha voluto ricordare che l’Amministrazione comunale ha creduto fin dall’inizio nel percorso educativo di questo progetto ed è impegnato, grazie anche ad un protocollo d’intesa in via di definizione con la Fondazione, a proporlo anche ad altre scuole della città.

Presenti anche il tenente dei carabinieri, Ottavia Massenta, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Salvatore Casabranca, il comandante dei vigili urbani, Marco Agostini.

La Fondazione ha introdotto i lavori con l’illustrazione del progetto, hanno poi preso la parola i giovani studenti del liceo Bruno-Franchetti, guidati dalla professoressa Monica Sacchi, che hanno affrontato il tema Sicuri nella nostra città: cosa è cambiato a distanza di un anno.

I ragazzi della terza H proseguono la ricerca avviata dai loro compagni l’anno precedente, interrogandosi sulle questioni della sicurezza. Grazie ad un questionario hanno potuto raccogliere le opinioni dei coetanei che percepiscono come pericolose le zone di via Piave e della Stazione ferroviaria, i parchi e, in generale, le vie lontane dal centro; si temono in particolare i tossicodipendenti e gli ubriachi, con una maggiore preoccupazione da parte delle ragazze. La percezione di insicurezza è in aumento rispetto allo scorso anno ed è più alta del pericolo reale, anche per il bombardamento mediatico relativo alle notizie di cronaca nera.  Nel corso della loro ricerca studenti e studentesse hanno incontrato l’assessore D’Este e il tenente Ottavia Massenta, e i confronti con loro sono stati utili e interessanti per le informazioni che hanno ricevuto. Ragazzi e ragazze hanno messo in rilievo alcuni aspetti contraddittori, come ad esempio la situazione del sottopassaggio della paura. Luogo di ritrovo dei tossicodipendenti, è un’evidente zona pericolosa, ma le forze dell’ordine non possono intervenire direttamente, se non vengono commessi reati. Un questionario è stato proposto anche ai genitori, ma i dati emersi sono stati differenti da quelli dei giovani e – secondo il giudizio di alcuni degli ospiti dell’incontro, in particolare dell’ispettore della Squadra mobile, Jacopo Ballarin – la percezione degli adulti è stata meno attenta e meno verosimile di quella dei giovanissimi.

Hanno poi preso la parola studenti e studentesse dell’Istituto Algarotti che hanno scelto di approfondire la questione de L’abusivismo in ambito turistico, guidati in questa loro fatica dalla professoressa Patrizia Locatelli. Con ricerche documentarie e con il prezioso supporto di Caterina Sopradassi, presidente dell’Associazione delle guide turistiche di Venezia, hanno raccolto informazioni e dati relativamente al numero dei turisti, che cresce sulla laguna di giorno in giorno e, con esso, la richiesta di servizi e la quota di coloro che soddisfano tale richiesta in modo illegale. C’è uno sfruttamento eccessivo della città, che porta depauperamento e degrado. In questo contesto delle guide turistiche, anche di nazionalità cinese, che non hanno titolo o licenza per farlo si propongono a gruppi di turisti offrendosi di illustrare loro gratuitamente la città. Invece, alla fine del giro, richiedono una mancia obbligatoria fra i 10 e i 20 euro, cifra decisamente più alta di quella delle guide ufficiali, che guadagnano meno e pagano le tasse. Le guide abusive raccontano anche frottole, come ad esempio quella che la Basilica di San Marco sia dedicata a San Marco Polo, e altre ‘storie’ di questo tipo, per cui l’immagine della città viene compromessa gravemente. Il giornalista Davide Tamiello si è intrufolato fra i turisti di una guida abusiva e ha raccontato la sua esperienza,  anche di come è stato pesantemente apostrofato per non avere voluto dare la mancia obbligatoria. L’abusivismo a Venezia trova spazi sempre nuovi anche in strutture ricettive senza le dovute autorizzazioni, tema costantemente posto all’attenzione dei media. Inoltre ci sono alcuni grandi operatori del web per le prenotazioni, come ad esempio Trivago e simili, che hanno sedi all’estero  e non versano interamente le tasse allo Stato italiano pur sfruttando turisticamente l’Italia. I ragazzi dell’Algarotti studiano per formarsi come operatori ai diversi livelli e con differenti profili professionali in ambito turistico con la speranza di lavorare con competenza e soddisfazione, ma sono preoccupati dalla diffusione dell’abusivismo e dall’esercizio di professioni senza alcuna competenza e al di fuori delle regole.

Assessori e uomini delle istituzioni hanno ringraziato i giovani e fatto loro i complimenti per le loro ricerche, per l’accuratezza e il desiderio di lavorare nel pieno rispetto delle norme e li hanno invitati a conservare questo spirito e questa tenacia sempre. Giorgio D’Este ha annunciato l’intendimento dell’amministrazione di proporre anche agli istituti comprensivi di Venezia la partecipazione al progetto perché, grazie ad esso, ritrova uno spazio l’educazione civica , e si impegna ad essere interlocutore di studenti e studentesse in questo loro percorso. Concorda anche Paola Mar nella necessità di ridurre la distanza fra i giovani e la politica offrendo le opportunità che i ragazzi e le ragazze siano protagonisti della politica cittadina.

Concetta Franco, dirigente scolastico dell’Istituto Algarotti, ha invitato ragazzi e ragazze a non smettere mai di vigilare, rimarcando che vi è un limite tra legalità e illegalità e, con esso, i giovani devono confrontarsi, operando anche delle scelte. Roberto Gaudio, dirigente scolastico del Liceo Bruno, ha espresso la propria soddisfazione per l’impegno continuo degli studenti e delle studentesse, ormai al terzo anno del progetto, con l’auspicio di poter presto moltiplicare le iniziative nella sua scuola. Ottavia Massenta ha posto l’accento sulla necessità della prevenzione, piuttosto che sulla repressione e ha voluto sottolineare di essere stata coinvolta e ha interagito in un’ottica appunto preventiva. Salvatore Casabranca ha posto l’accento sul difficile percorso di adeguarsi ai cambiamenti della società che esprime forme di abusivismo sempre nuovo. Nel concordare Marco Agostini ha rimarcato come la società in cui viviamo abbia
assunto forme del tutto imprevedibili pochi anni fa e, con il mutamento, è necessario rinnovare di continuo strategie e modalità per contrastare le forme cangianti di criminalità. Si è complimentato per la sensibilità e la serietà con cui ragazzi e ragazze hanno affrontato il tema delle regole, che – ha ribadito – devono evolvere e poi  essere rispettate perché una legge di 35 anni fa poteva tutelare le realtà dell’epoca, mentre ora è del tutto obsoleta.

A conclusione dello splendido pomeriggio le parole della presidente delle guide, Caterina Sopradassi, che ha ricordato l’aspetto mafioso dell’abusivismo turistico e quelle dell’assessore D’Este che ha incoraggiato tutti osservando che, fortunatamente, non tutto è illegale.

L’appuntamento con tutti è per il 19 maggio, ospiti della Regione Veneto, e in quella occasione  saranno con noi anche i responsabili dell’Osservatorio C.O. e trasparenza della Regione Veneto che seguiranno con attenzione il progetto e proseguiranno con la Fondazione e con le scuole che vi parteciperanno il prossimo anno in questo percorso di cittadinanza.

Permalink link a questo articolo: http://istitutobrunofranchetti.gov.it/giornalino/archives/7414