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Apr 04 2017

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È TEMPO DI AVERE UNA VOCE

Alcune riflessioni, dai rappresentanti degli studenti a tutti i compagni.

Carissimi compagni,

vi è una domanda che non ci stancheremo di porvi: che cosa chiedete alla scuola? Lezioni più vivaci e interessanti, più tempo per ciò che vi piace, più sostegno a chi è in difficoltà? E che cos’altro?

Finché queste resteranno aspirazioni inespresse, non avremo che una voce muta; finché non rilanceremo la partecipazione di ognuno, non saremo in grado di esprimere il pieno potenziale delle nostre idee. Ognuno di noi ha una propria visione di una scuola più inclusiva e partecipativa; molti meno hanno la possibilità o la voglia di presentare a tutti le proprie fattive proposte; quasi nessuno le mette in pratica.

Per questo, durante l’ultimo Consiglio d’istituto, abbiamo presentato la richiesta di istituire un Comitato studentesco, e abbiamo ottenuto parere favorevole: per avere istituzioni solide e stabili che si occupino di raccogliere e finalmente mettere in pratica, secondo i più nobili principi democratici, le proposte che voi, nostri compagni, vorrete loro sottoporre.

Alcuni compagni hanno proposto un nuovo gruppo di lettura: benissimo, sarà  il Comitato a crearlo e sostenerlo; altri hanno chiesto di invitare ospiti durante le assemblee, per trattare tematiche di interesse comune: anche di questo si occuperà  il Comitato; altri stanno faticosamente organizzando incontri musicali: non avranno forse il sostegno del Comitato? Sarà  strumento di opinione e organo di controllo; esprimerà  pareri autorevoli al Consiglio d’istituto, al Collegio dei docenti e al Dirigente Scolastico; organizzerà  quelle attività  che vi faranno sentire, a scuola, un po’ più a casa.

Non è un passo isolato: prima ancora, abbiamo redatto un regolamento per l’Assemblea dei Delegati, organo che riunisce tutti i rappresentanti di classe; e speriamo che tale regolamento possa presto ricevere un’approvazione definitiva. Nelle nostre intenzioni, questo consesso avrà il compito di ascoltare problemi e proposte, portarle all’attenzione di tutti, studiare delle soluzioni. Ci direte: “esisteva già, magari con un altro nome”. È così, ma non ha mai avuto un ruolo tanto importante: prima, serviva ai rappresentanti d’istituto per raccontare quanto realizzato (o non realizzato); ora i ruoli si invertono, e saranno i delegati a formulare le proprie tesi, e a suggellarle con il voto.

Ma meglio di ogni altra considerazione, sono queste poche frasi dal regolamento a esprimere l’importanza che l’assemblea rivestirà: “Ha la prerogativa di esprimere un giudizio, non vincolante, sulle varie proposte dell’amministrazione scolastica e studentesca, della quale è organo di raccordo con gli studenti; in virtù di ciò, ha il compito di presentare ai Rappresentanti degli Studenti le problematiche studentesche generali e i disagi relativi a singole classi, proponendo soluzioni. Vigila sull’operato dei Rappresentanti degli Studenti, che possono essere al riguardo interrogati.

Ancora più delicato e più rilevante sarà il ruolo del Comitato studentesco. Non è mai stato convocato, non ha un regolamento, è ancora soltanto un’idea, per quanto viva e forte; e quest’idea non potrà realizzarsi compiutamente se non sarete tutti voi, compagni, a metterci del vostro. La migliore garanzia che si faccia espressione della vostra voce è che siate voi a sceglierne non solo i componenti, ma anche la stessa ossatura.

Sarà il Comitato studentesco a gestire le assemblee d’istituto; a organizzare le autogestioni; a ideare e realizzare attività aggiuntive di qualunque genere (non proprio “qualunque”, ci siamo capiti…) riteniate opportuno: gruppi di lettura, di scrittura, di appassionati di musica, di sport… Potrà autofinanziarsi o addirittura richiedere fondi direttamente al Consiglio d’istituto, se le proposte saranno giudicate meritevoli.

Il nostro entusiasmo sarà inutile, però, se non otterremo risposta e aiuto: quello stesso aiuto che vi abbiamo chiesto organizzando l’autogestione, e che è giunto da troppo pochi di voi. Ecco che cosa smorza la nostra voglia di fare: la percezione di essere un’avanguardia troppo lontana, forse nella direzione sbagliata, da tutti gli altri. Noi proseguiamo nei nostri intenti democratici, ma voi volete seguirci? che contraddizione sarebbe, una democrazia non voluta!

Nel suo più famoso discorso, Pericle diceva: “noi soli riteniamo chi non partecipa per nulla alla vita democratica non disimpegnato, ma inutile”; è un giudizio duro, che toglie a tutti l’alibi del disinteresse. Impegnatevi, subissateci di proposte, idee, anche proteste o reclami, ma non tacete: a che servirà, altrimenti, avere una voce?

Con tutta la nostra stima e il nostro affetto

I vostri rappresentanti d’istituto

Permalink link a questo articolo: http://istitutobrunofranchetti.gov.it/giornalino/archives/7420