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Apr 19 2017

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IL GIOCO DEGLI SCACCHI DA UN PUNTO DI VISTA INTERNO

di Marco Fu 5^E

Si dice spesso che gli scacchi siano uno dei giochi più interessanti e più stimolanti per aiutare a migliorare le prestazioni logico-mentali. Una di quelle attività verso cui spesso i genitori indirizzano i propri figli: forse è proprio questa “pressione” ad indurli a considerare questo gioco una restrizione molto noiosa, trascurandone tuttavia il lato ludico.
È però proprio questo fattore che bisognerebbe recuperare e ricordare: gli scacchi, come una qualsiasi attività, possono presentarsi come fonte di divertimento e svago.
Il nostro istituto infatti propone questa attività incentivando gli studenti a partecipare con interesse. L’attività, che viene anche riconosciuta come AlternanzaScuolaLavoro, si tiene da quest’anno ogni martedì pomeriggio e si articola con spiegazioni preparatorie degli studenti seguite da esercizi pratici dove i vari partecipanti hanno la possibilità di esprimere il proprio talento. Sfruttando così l’occasione, ecco che ci è stato possibile intervistare due tra i più vecchi del gruppo di scacchi.

1) Prova a spiegare il gioco degli scacchi a un nuovo iniziato e cosa rappresenta per te.

Francesco Pintonello: Per me gli scacchi sono un gioco nel quale generalmente mi confronto con altri giocatori circa le mie abilità di pensiero, logica, ragionamento e conoscenze: questo vuol dire giocare a scacchi secondo me. Più specificamente nelle singole partite è mettersi sempre alla prova per riuscire a risolvere le diverse situazioni nelle quali ci si imbatte e cercare sempre di stupire se stessi con le partite più impensabili.

Davide Guidobene: Non considero gli scacchi come un gioco ma come una sfida. Durante una partita ci sono solo io e il mio avversario e vincere è l’unica cosa che conta. Per farlo è necessario non solo elaborare una propria strategia ma anche saper anticipare i piani dell’avversario. È questo genere di scontro mentale ciò che mi ha sempre affascinato degli scacchi.

2) Cosa ti ha dato l’attività di scacchi a scuola oltre all’aspetto del gioco?

Pintonello: Giocando nei vari tornei ho potuto conoscere moltissimi scacchisti e chiacchierare con diversi giocatori sia italiani che stranieri. Con molti dei giocatori di Venezia ho stretto amicizie, e con alcuni ci sentiamo anche a prescindere dei tornei.

3) Quali sono stati i tuoi insuccessi e vittorie?

Pintonello: Il mio più grande successo è stato sicuramente la vittoria in uno dei tornei di un festival scacchistico nel quale hanno partecipato tra l’altro anche diversi giocatori stranieri professionisti. I miei più grandi successi con la scuola invece sono stati principalmente due: il campionato internazionale del 2014 a Vienna quando come squadra abbiamo vinto il torneo e io ho vinto il premio individuale. Per quanto riguarda gli insuccessi mi viene subito in mente il campionato nazionale del 2016, un torneo che è andato parecchio male per me.

Guidobene: Quando ho cominciato le superiori, ho cominciato a giocare tornei di livello più alto e a vincere i miei primi premi in denaro. Ho continuato a giocare un torneo dietro l’altro senza mai ottenere insuccessi e continuando a migliorare. Questo fino all’estate del 2015. Quell’anno ho dovuto affrontare il peggior periodo scacchistico della mia vita perdendo contro avversari che avrei potuto battere anche 2 anni prima.

Rimane infine da ricordare, restando ancora sotto l’atmosfera delle competizioni citate, ai lettori che il nostro istituto con i suoi giocatori di vario livello si è da anni aggiudicato posti in alto nelle molteplici classifiche dei campionati scacchistici e che l’attività rimane rivolta a tutti, dai pricipianti agli esperti. Un sincero invito quindi a partecipare all’attività.

Permalink link a questo articolo: http://istitutobrunofranchetti.gov.it/giornalino/archives/7510