LA COMPAGNIA VENEZIANA DELLE INDIE

Marco Visentin/ settembre 12, 2017/ Accade da noi, Proposte Culturali dal territorio

di Bianca Bernante, Margherita Castellaro, Agnese Fontolan, Victoria Tesser e Marco Visentin, III C Classico

Paolini Villani & C. – La “compagnia veneziana delle Indie”

Paolini Villani, la Compagnia veneziana delle Indie. 100 anni di lavorazione delle droghe, delle spezie e dei coloniali tra Venezia, Mestre e Porto Marghera” è il titolo dell’esposizione inaugurata il 5 maggio al Centro Culturale Candiani (nell’area espositiva del terzo piano) e che, all’interno delle celebrazioni del centenario di Porto Marghera, ripercorre la storia di una delle più importanti realtà produttive della città. La mostra è un’affascinante storia per immagini che ripercorre il cammino originale di una azienda veneta che ha lasciato traccia significativa ancora viva con le sue antiche ricette, le sue specialità e i suoi prodotti, con le latte diventate oggi veri e propri pezzi da collezione e le pubblicità che hanno fatto storia.

Cent’anni fa, il 23 luglio 1917, nascevano il porto e la nuova zona industriale di Porto Marghera – tema portante anche del Festival della Politica 2017. I curatori della mostra hanno colto l’occasione per organizzare un’esposizione riguardante una delle ditte-simbolo dell’area industriale nel secolo scorso: la Paolini Villani & C. – produttrice di droghe, spezie ed insetticidi, e per mezzo secolo concessionaria in esclusiva del thè Lipton in Italia.

Grazie a vari archivi fotografici e a testimonianze d’epoca, è stato possibile ricostruire la storia dell’azienda; tra i materiali presentati figurano documenti economici, pubblicità, ricettari e brevetti. In una delle sale della mostra si trova una scrivania dell’epoca che, insieme a tutti gli altri pezzi originali dello stabilimento, suscita nel visitatore l’impressione di trovarsi all’interno di quest’ultimo.

Subito entrando, si possono notare contenitori di latta originali litografati che, a partire dal secondo decennio del Novecento, vanno a sostituire gli allora anonimi barattoli in latta con una semplice etichetta incollata. Inizialmente le illustrazioni presero spunto dal nuovo stabilimento di Mestre contornato da abeti, mentre, alla fine degli anni 20’, l’esotismo ed echi coloniali sostituirono l’immagine ormai superata della fabbrica mestrina. A conferma della grande importanza che la Paolini Villani & Co. raggiunse, sono esposte medaglie per i prodotti e i servizi innovativi presentati, tra cui un primo premio conquistato dalla Lipton Ltd all’Expo di Parigi 1900 e uno del “Premiato Laboratorio Zampironi”.

In uno dei rari casi in cui la storia di un’azienda si sovrappone fortemente alla sua immagine e a quella dei suoi prodotti, nel corso di più di un secolo, si ha l’opportunità di raccontarne la storia analizzandone le tipologie di comunicazione. L’approccio al metodo investigativo per contenuti di comunicazione spesso costringe a sondare non solo gli archivi, ma anche a cercare tracce seminate dall’azienda nel corso dei molti decenni in un mercato vastissimo, per recuperarle restituendo così il gusto estetico, la filosofia, e la vita commerciale di chi l’ha concepita e voluta. Queste tracce sono diventate la storia per immagini di una delle più note aziende italiane del Novecento.

Accade sempre più di frequente che aziende italiane scompaiano e lascino alle multinazionali il compito di portare in un mercato globale marchi di fabbriche di successo. È il caso della Paolini Villani, ma anche di numerose altre imprese che sono state vittima del mercato globalizzato o dello shopping transalpino; e quantunque sia un naturale processo di evoluzione, è giusto preservare la memoria di aziende che hanno fatto il passato e da cui possiamo trovare l’ispirazione per creare, con nuove e fresche energie, un nuovo tessuto produttivo.

Alcuni oggetti in esposizione alla mostra

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