«

»

Set 22 2017

Stampa Articolo

ALLA SCOPERTA DEL LATINO E DEL GRECO

Di Leonardo Carniato – IIIC Classico

Non molto tempo fa sono usciti nelle librerie d’Italia due libri riguardanti il latino e il greco:

  • NICOLA GARDINI, Viva il latino. Storia e bellezza di una lingua inutile, Garzanti, Milano 2016.
  • ANDREA MARCOLONGO, La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco, Laterza, Bari-Roma 2016.

Il libro di Nicola Gardini si pone una domanda fondamentale: a cosa serve studiare il latino? Questa domanda ricorre molto spesso fra i giovani classicisti che studiano sui banchi dei ginnasi. Alla domanda l’autore, professore presso la Oxford University, risponde che “il latino è lo strumento espressivo che è servito e serve a fare di noi quelli che siamo e lo fa in modo appassionante e convincente”. Con questo libro Gardini incoraggia a dialogare ed a interagire con quella civiltà che non si è mai estinta e della quale tutti noi italiani facciamo parte. Molti temi vengono affrontati, uno non indifferente è l’amore: ad esempio, Properzio, poeta latino dell’età augustea, ha raccontato tale sentimento con una molteplicità di registri a dir poco vertiginosa, ma non è l’unico; anche Catullo nei suoi carmina parla d’amore. Cesare invece ha affermato la capacità di modificare la realtà tramite la ragione umana. Lucrezio ancora ha analizzato la sostanza e la materia del nostro mondo. Il latino rappresenta il culmine dell’espressività verbale e della raffinatezza poetica. Oggi per noi fare un tweet è semplice e banale, ma scavando nel passato possiamo comprendere che non è una invenzione odierna: già i latini scrivevano brevi pensieri, quali una dedica, un messaggio d’amore, una celebrazione di un evento o un ammonimento tramite gli epigrammi. Un famoso epigramma di Marziale è “avrai sempre e solo ciò che avrai donato” Quas dederis solas semper habebis opes (Epigrammata, V, 42, v. 8). Non dimentichiamoci che in latino Virgilio ha scritto l’Eneide, poema epico – mitologico che narra le avventure di Enea dalla sua fuga dalla città di Troia all’approdo nelle coste laziali, diventando così il progenitore del popolo romano.

Andrea Marcolongo, giovane grecista, gira per i vari licei classici d’Italia raccontando che il greco antico è un’insieme di stravaganze linguistiche che aiutano a dire e a pensare, e non invece una tortura di parole, declinazioni e verbi irregolari da memorizzare. Il suo libro ha ottenuto subito un grande successo in quanto l’autrice scrive in modo semplice e nuovo, riuscendo a suscitare interesse e curiosità per questa lingua così “geniale”: il greco antico consente di “dire cose complesse con parole semplici, oneste, vere”. Il greco non è una sola lingua, è il frutto della fusione di molteplici dialetti corrispondenti alle varie regioni della Grecia antica. I numeri delle persone non erano due come per l’italiano, ma tre: il singolare, il plurale e il duale (che indica il doppio, cioè quando le “cose” sono due). Inoltre i desideri venivano espressi con un modo verbale a sé stante: l’ottativo. Il libro può essere letto da chiunque, anche da chi non sa neppure cosa sia il greco antico, ma vuole apprendere qualche curiosità su questa civiltà così lontana e così presente, con la sua lingua “utile e geniale”. Virginia Woolf scrisse che il greco antico è “una lingua che ci tiene schiavi, che ci seduce e ci attira”, affermazione di spontanea incomprensione: questo libro serve anche a chiarire il significato della Woolf. Come molti oggi affermano, il greco antico potrà anche essere una lingua morta, ma “nella poesia greca è contenuto tutto ciò che c’è da sapere sull’intensità del vivere umano”.

Permalink link a questo articolo: http://istitutobrunofranchetti.gov.it/giornalino/archives/7728

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *