L’ILLUMINAZIONE ARTISTICA DEI CENT’ANNI DI PORTO MARGHERA

Leonardo Carniato/ gennaio 20, 2018/ Accade da noi, Agorà, Focus, Proposte Culturali dal territorio, Spettacoli

Di Leonardo Carniato – IIIC Classico

I Serbatoi Eni illuminati con il Tricolore (c)live.comune.venezia.it

Fra i vari eventi per le celebrazioni del centenario del polo industriale di Porto

Marghera vi è l’illuminazione “artistica” dei serbatoi delle bioraffineria Eni, del ponte Bossi (che collega gli impianti della Versalis – Eni), e della torre dell’acquedotto di Marghera, inaugurata nel 1917. Il progetto dell’illuminazione, curato dall’architetto Luca Trazzi, è sostenuto dall’Eni e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia.

La luce e il colore, impiegati come metafore della vita, influiscono sulla percezione delle architetture industriali, accentuandone il significato simbolico.

Space Cannon, azienda specializzata nell’illuminazione artistica degli edifici, dopo aver illuminato i giochi olimpici di Torino 2006 e le torri luminose nell’anniversario dell’11 settembre a New York, realizza la luce colorata sui serbatoi con fari “Focus” agli alogenuri metallici da 1.200W, dotati di filtri e “gelatine” in grado di far cambiare colore al flusso luminoso, con l’aggiunta di barre a led ad alta luminosità.

La torre piezometrica dell’acquedotto di Mestre a Marghera (c)live.comune.venezia.it

Gli edifici cambiano colore armonicamente, spettacolarizzando l’industria e la grandiosità di Porto Marghera. I serbatoi Eni, visibili dal Ponte della Libertà, si colorano anche del Tricolore Italiano, richiamando la nazione.

L’8 gennaio alle ore 18.00 è avvenuta l’accensione dell’intero complesso.

Abbiamo oggi il privilegio di illuminare i prossimi 100 anni di Marghera e di tutta la Città metropolitana – dice Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia – e lo faremo attraverso una solida politica di rilancio industriale che la nostra amministrazione sta promuovendo, sostenendo le realtà già presenti e favorendo l’attrazione di nuovi investimenti. Le installazioni di luce sono un segno della fiducia che la città ha nelle proprie risorse e un esempio tangibile della volontà di rilanciarsi. I serbatoi, il ponte Bossi e la torre dell’acquedotto di Marghera sono ricordi della grande storia di uno dei più importanti poli industriali europei: la luce li spoglia delle proprie funzioni tecniche e li riveste di una nuova vocazione estetica ed emozionale”.

Il faro “Ramses II” sullo sfondo del ponte strallato di Marghera (c) Corriere del Veneto

Lo spettacolo non finisce qui: il 15 gennaio alle ore 18.30 è stato acceso dall’industria Cereal Docks “Ramses II”, il faro allo xenon della potenza 72.000 watt, la più potente testa mobile del mondo. Un fascio di luce taglia il cielo sopra Porto Marghera, con una visibilità sino a 15 chilometri, come simbolo della centralità e dell’importanza del polo industriale veneziano. Alla cerimonia di accensione del “Ramses II” Luigi Brugnaro ha dichiarato: “Il futuro dobbiamo deciderlo oggi, dobbiamo pianificarlo insieme: quest’area deve costituire un’idea di respiro mondiale di rilancio economico”.

Alla cerimonia erano presenti svariati esponenti della giunta cittadina assieme al poeta ed operaio Ferruccio Brugnaro, che, ai piedi dei silos della Cereal Docks, ha declamato: “Braccio potente, luminoso, che frughi in alto nei cieli, trascina la bellezza delle stelle nel buio della Terra”.

(c) La Nuova Venezia

Inoltre è intervenuta la presidente dei Musei Civici Veneziani, Gabriella Belli, affermando: “La luce è elemento rigenerante. Esiste una grande luce contemporanea data dalle tecnologie“. Infine, dopo l’Inno di Mameli e dell’Inno di San Marco della banda musicale di Tessera, Vincenzo Marinese, attuale presidente di Confindustria, ha concluso: “La realtà la costruiamo in base alla nostra capacità di non ascoltare le polemiche. Dobbiamo attrarre gli investimenti per i nostri figli. Il Veneto quest’anno è diventata un’area logistica unica in Europa. A chi dice no noi dobbiamo dire sì”.

In opposizione all’illuminazione artistica del polo industriale con il faro a testa mobile da 72 megawatt nei giorni scorsi è intervenuto per primo Veneto Stellato, l’organizazzione che si occupa di controllare che venga applicata la legge regionale n° 17/2009 sull’inquinamento luminoso, il cui presidente, Leopoldo Dalla Gassa, ha fatto notare, tramite diffida al Comune, che il suddetto faro violerebbe questa legge regionale, in quanto fari di simili caratteristiche sono altamente inquinanti, e potrebbero violare anche il Codice della Strada. Anche l’Arpav, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Veneto, ha inviato nei giorni scorsi una diffida a Ca’ Farsetti, sede del Comune veneziano. Tuttavia quest’ultima proprio il 17 gennaio ha revocato la diffida al Comune, limitandosi a chiedere maggiori informazioni sulle specifiche tecniche dell’apparecchiatura luminosa e sulle sue modalità di utilizzo. Non sono mancate le proteste da parte di Veneto Stellato per tale revoca. Viene spontaneo domandarsi, però, se, di fronte ad un’elevatissima quantità di lampioni ad alto inquinamento luminoso, fuori legge, la preoccupazione più grande sia questa installazione luminosa, che, per altro, è temporanea e resterà accesa fino a marzo.

Il ponte Bossi a Porto Marghera (c) Corriere del Veneto

La cerimonia di accensione del “Ramses II” presso la Cereal Docks. (c) live.comune.venezia

(c)brugnarosindaco.it

(c)live.comune.venezia.it

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