‘FORTE COME LA MORTE’

admin/ marzo 17, 2018/ Dimensione Arte, Recensioni

di Giovanna Longobardi, IV A Classico

Forte come la morte è l’amore recita un versetto del Cantico dei cantici [Ct 8:6]. Certo che a leggere sulla copertina di un libro solamente le prime quattro parole ci si immagina tutta un’altra storia. Innanzitutto un libro che sorprende e questo uno dei tanti aspetti di cui abbiamo discusso venerdì 19 gennaio al secondo incontro di Lector in fabula. Il romanzo, scritto da uno dei massimi esponenti del Naturalismo Guy de Maupassant e pubblicato nel 1889, è ambientato nella frenetica Parigi del diciannovesimo secolo. Come protagonisti abbiamo da una parte il pittore Olivier Bertin, esasperato da una società intenta solo e ossessivamente all’apparenza a cui ormai appartiene inesorabilmente e di cui però assapora i piaceri. Dall’altra invece l’affascinante e giovane Anne de Guilleroy, nobildonna sposata con un ricco deputato e mamma della piccola Annette.

La luce filtra dalle pesanti tende dello studio e sorprende il pittore a ripercorrere compiaciuto la sua relazione clandestina con Anne. Un pomeriggio le loro due vite si erano intersecate e da questo incontro fatidico se pur fugace nasceva un amore che cresce solido e dura negli anni. Ognuno si culla nelle attenzioni e nella compagnia dell’altro fino a quando farà il suo ingresso in società la figlia ormai diciottenne inaugurando così un periodo di profonda crisi per la coppia che anche tra mille difficoltà aveva saputo resistere. Inizialmente Olivier riconosce in Annette la donna tanto amata che vede apparire miracolosamente ringiovanita. Poi con sgomento dovrà ammettere di essere innamorato della ragazza confermando le preoccupazioni e angosce già da tempo nutrite da Anne. Lei da parte sua entra in muto conflitto con la figlia che diventa ogni giorno più radiosa mentre lei invecchia schiava dello specchio e del trucco. Infine Bertin muore, vittima di un incidente, tra le braccia di Anne mentre le lettere, testimonianza del loro amore, bruciano nel camino.

Molte le tematiche e i messaggi di questo libro; una vicenda in ogni caso incentrata sull’amore, una passione egoista e distruttiva. Un amore che diventa quasi un gioco, l’ennesima messinscena in una realtà in cui tutto è così subdolo ed effimero. Si coglie infatti il pensiero dello scrittore e la sua aspra critica verso l’alta società dell’epoca(tema ricorrente nella sua produzione), un mondo in cui anche il più semplice e spontaneo dei gesti camuffa la volontà di dare una precisa e prestabilita immagine di sé. E da qui la domanda che più di tutte ci ha accompagnato durante l’incontro: fu vero amore quello tra Olivier ed Anne? Curioso ascoltare le varie opinioni in particolare contrastanti tra ragazzi e ragazze. Chi stava dalla parte del pittore dichiarando che in fin dei conti a quella nobildonna non mancava niente e per lei Olivier era solo un passatempo, un rimedio alla monotonia delle sue giornate. Al contrario chi ha preso le difese di Anne soprattutto dopo la supplica del pittore morituro di gettare nel fuoco la loro corrispondenza e l’invaghimento per Annette che in effetti potrebbe dimostrare un semplice interesse personale per quella donna che invece si era donata a lui completamente. Infine consiglio vivamente questo libro dalla lettura piacevole e scorrevole e colgo l’occasione per invitarvi ai prossimi incontri del nostro circolo letterario; vi aspettiamo numerosi!

“Il Bacio” di Toulouse Lautrec