“GATTA CENERENTOLA”: RECENSIONE

admin/ marzo 19, 2018/ Dimensione Arte, Recensioni, Spettacoli

di Favaro Matilde (classico)

“Gatta Cenerentola” è un film italiano del 2017 di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone. E’ un film d’animazione con le voci di Alessandro Gassmann per Primo Genito, Maria Pia Calzone per Angelica Carannante e Massimiliano Gallo per Salvatore Lo Giusto.

Vittorio Basile, armatore e scienziato e proprietario della “Megaride”, una nave ferma nel porto di Napoli, subito dopo aver sposato Angelica Carannante, viene ucciso da Salvatore Lo Giusto che era d’accordo con la sposa. Mia, la figlia di Vittorio, è costretta a vivere all’ombra della matrigna e delle sorellastre che le affibbiano il nome di Gatta Cenerentola. Primo Genito, che era della scorta di Basile, cercherà di riportare la giustizia e di salvare Mia.

L’animazione è molto spigolosa ma rende le scene quasi più realistiche, non ha quella dolcezza che spesso si nota nei film d’animazione per bambini. E’ un film fuori dal comune poiché non è ciò che ci si aspetta da un film d’animazione. E’ violento, rude, forte, impressionante e sconvolgente ma è proprio grazie al fatto che sia un film d’animazione che vengono attutite la durezza e la brutalità di alcune scene.

E’ ambientato in un futuro lontano e protagonisti sono degli ologrammi che mostrano scene accadute nel passato e che ad esempio rivelano a Mia qualcosa che la farà rendere conto della realtà. Tant’è che la minaccia che Lo Giusto fa a Primo Genito è proprio quella di diventare un ologramma sbiadito. Altro protagonista della storia è la città di Napoli che non viene mai mostrata ma ne vengono esaltate la criminalità, la corruzione e la violenza soprattutto grazie al personaggio di Lo Giusto che, con un peperoncino al collo e un accento napoletano stretto, mette in campo tutte le caratteristiche di un farabutto. Egli cerca la popolarità e la ricchezza di un re e non si preoccupa minimamente del mezzo con cui le sta raggiungendo. Se Lo Giusto rappresenta il personaggio cattivo e Primo Genito quello buono, Angelica, la matrigna di Mia, è un personaggio che muta all’interno del film. Prima è complice dell’opera dell’amante Lo Giusto e poi diventa vittima fragile che prova dolore e sofferenza.

La colonna sonora è di fondamentale importanza: tutte le canzoni, rigorosamente napoletane, contribuiscono alla caratterizzazione napoletana del film. Le scarpe svolgono un ruolo importante: oltre a contribuire al traffico di droga sono un simbolo di ricordi e femminilità. Ricordano a Mia la sua infanzia e suo padre e sono il mezzo con cui lei riconosce Primo Genito che aveva tenuto la scarpetta della bimba.

“Gatta Cenerentola”, riprendendo la storia dell’originale Cenerentola ma modernizzandola con i problemi dell’oggi e ambientandola in un futuro a noi ancora sconosciuto, è una storia che in modo efficace coniuga passato, presente e futuro.