Carrère e la menzogna diabolica

Carmelita Pettenà/ aprile 17, 2018/ Il nostro angolo/ 0 comments

Giovanna Longobardi IV A Classico

 

Quanto può essere devastante una bugia? Una delle prime di Jean Claude Romand fu dichiarare di essere malato di cancro; il che aveva però una parte di verità. Era malato, spaventosamente malato di menzogne; una malattia silenziosa, un male che cova e cresce inarrestabile, un vortice vizioso dal quale è difficile tornare indietro.

Jean Claude Romand, un uomo gentile, rispettabile e un po’ impacciato, era una persona di cui nessuno avrebbe mai sospettato. Quei pochi, lo fecero troppo tardi. Egli mentì per ben diciotto anni e, cosa ancora più sconcertante, sotto quelle menzogne non c’era nulla. Uscito dalla porta di casa non si recava a Ginevra dove tutti lo credevano stimato ricercatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, bensì passava intere giornate in macchina o tra i boschi del Giura. Poi, sul punto di essere scoperto, compì il gesto atroce: l’assassinio della moglie, dei due figli e dei vecchi genitori, per poi imbottirsi di farmaci scaduti e dar fuoco alla propria abitazione tentando invano di suicidarsi ed eliminare le prove.

Questa è la vicenda drammatica – e purtroppo reale – a cui si ispira il libro L’avversario di Emmanuel Carrère, argomento dell’incontro di Lector in fabula di giovedì 22 febbraio.

Lo scrittore, apprendendo la notizia sui giornali, decise di mettersi in contatto con l’assassino. Romand, infatti, dopo alcune settimane in coma, stava affrontando il processo che lo vide infine condannato all’ergastolo. In prigione diventerà un cattolico fervente e godrà dell’amicizia e del supporto di due volontari; si ricostruirà pian piano una vita, per alcuni continuando a mentire assumendo ora l’identità del “grande criminale sulla via della redenzione mistica”.

Il romanzo di Carrère, pubblicato nel 2000, è di fatto un incalzante alternarsi di episodi del cupo passato del protagonista, personaggio controverso fin dall’infanzia, e del resoconto del processo. In questa investigazione attraverso “quella vita di solitudine, impostura e assenza” Carrère cerca di capire, e spiegare, cosa abbia portato a azioni così disumane.

Il prossimo incontro di Lector in fabula sarà martedì 17 aprile con il libro Colazione da Tiffany di Truman Capote. Leggetelo!

 

 

 

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