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Editoriale febbraio 2014

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L’editoriale di febbraio esce in edizione speciale. E’ una intervista al nostro nuovo dirigente scolastico, dopo un anno di lavoro nella nuova realtà del Bruno-Franchetti. Impariamo a conoscerlo un po’ meglio.

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Roberto GaudioHo avuto il piacere di poter intervistare il nostro Dirigente Scolastico, il prof. Roberto Gaudio, figura centrale nel rinnovamento della vita scolastica del Bruno-Franchetti.

Si  è rivelato essere una persona estremamente disponibile, molto preparata e carismatica; insomma, una persona che ritengo sia una fortuna incontrare nel proprio cammino.

La qualità che apprezza di più negli amici e nei collaboratori e il difetto che più detesta?

La qualità è sicuramente la lealtà, il difetto è quando non mi si dicono le cose come stanno. Vorrei avere subito la situazione sottomano quando c’è un problema, non che mi si dicano le notizie un po’ per volta.

Il tratto predominante del suo carattere e il suo difetto principale?

Il tratto predominante è la caparbia, quando ho in mente una cosa devo raggiungere l’obiettivo. Questo però può diventare anche un difetto quando diventa testardaggine.

Il talento naturale che invidia di più?

La capacità di affrontare le cose con serenità. Conosco persone che pur nella complessità dell’attività, della vita lavorativa o comunque nelle difficoltà riescono ad avere quella serenità per affrontare le cose con la giusta forza, con la giusta volontà.

L’occupazione preferita nel tempo libero?

Leggere, anche se purtroppo mi rimane poco tempo.. Ero un lettore accanito!
Poi sicuramente camminare e stare con gli amici.

Quanto ha viaggiato nella sua vita e quanto lo ritiene importante?

Viaggiato molto e credo sia fondamentale; ti permette di vedere con occhi nuovi, con una visione diversa quelle che sono le culture che spesso sembrano molto lontane.
La conoscenza, la vicinanza, ti permettono di riuscire a valorizzare quelli che sono i tratti comuni. Ed è fondamentale. Viaggiare permette di vincere i propri pregiudizi.

Se non vivesse qui dove le piacerebbe vivere?

In un posto di mare, amerei vivere in un paese dove si possa vedere il mare. Quel senso di infinito che dà il mare aperto, qui purtroppo siamo vicini al mare ma non lo vediamo. Trieste, per esempio, una casa sul golfo di Trieste o sul golfo di Napoli.

Scrittore/compositore/pittore preferito

Partendo dai classici, Pirandello, perché ha indagato l’uomo con grande spirito critico…mi ha sempre molto intrigato.
Dante, come classico, perché fa parte delle mie passioni giovanili e dei miei studi universitari.
Attualmente, tra la pseudo-saggistica Paola Mastrocola, perché si occupa di scuola e Michele Serra, “Gli sdraiati” l’ho letto in una notte! È stato una doccia di speranza, anche se rappresenta un affresco molto realistico della situazione e del rapporto tra generazioni.

Personaggio letterario preferito?

Dante, accompagnato da Virgilio nell’Inferno.

L’eroe più ammirato nella vita vera?

Ah, sicuramente fanno parte di personalità forti, che hanno colpito la mia giovinezza, i magistrati Falcone e Borsellino.

Una frase/una canzone/un film o una poesia che la rappresenta

Ce ne sono molti, farei difficoltà a scegliere, però senza dubbio “L’infinito” di Leopardi. Questa ricerca di andare oltre la siepe potrebbe rappresentarmi.

Proverbio o motto personale?

Se sono una 500 vado a 80 km/h, se sono una Ferrari vado a 300. Devo valorizzare le doti e ti talenti che mi sono stati dati.

Da quanto tempo fa il preside e se tornasse indietro farebbe altro?

Sono sette anni che faccio il preside, dal 2007.
Chiaramente ci sono luci ed ombre in questo mestiere, siamo in un momento abbastanza difficile per la scuola e quindi prevalgono le ombre sulle luci, però non sono arrivato al punto di rimpiangere l’insegnamento, anche se insegnare mi piaceva molto.

C’è qualcosa in cantiere per il Bruno-Franchetti per l’anno prossimo?

Dobbiamo imparare a conoscerci, imparare a lavorare insieme, imparare a condividere le risorse. Sono delle scuole molto ricche che hanno una forte identità ciascuna e credo che il lavoro principale dovrà essere quello di mettere insieme le “eccellenze”, per creare una nuova identità. È una scuola che ha un grande potenziale, può diventare il Liceo della città.

A che punto siamo con l’innovazione tecnologica dal punto di vista scolastico?

Dal punto di vista scolastico siamo ancora indietro, ci dovrebbe essere un livello di dotazione tecnologica che non sempre viene rispettato.
Penso servano più strumenti per la didattica quotidiana, che permettano appunto di fare l’attività didattica con l’ausilio delle nuove tecnologie; questo è ancora un po’ lontano.
Io sono un “immigrato” digitale, ho un rapporto ancora molto possessivo con i libri. La prima cosa che faccio è siglarli con nome cognome e data, credo che il rapporto col libro sia un rapporto importante.
Non sono convinto che per ora il digitale possa sostituire il cartaceo, anche se può arricchire l’informazione, come i giornali online.
Nell’ambito didattico comunque credo sia importante arrivare a “costruire” il libro, degli approfondimenti, senza fruire di un prodotto già pronto. Così si possono coinvolgere i ragazzi, dando il metodo della ricerca, consegnando loro la capacità di riuscire a distinguere la fonte autorevole in internet da quella che non lo è. Spesso si accolgono le informazioni senza l’adeguata verifica.

L’aspetto soddisfacente e quello più ingrato di essere un Dirigente Scolastico

L’aspetto più soddisfacente credo siano le relazioni umane, hai la possibilità di avere molteplici relazioni con i ragazzi da un punto di vista diverso da quello di insegnante. Questo sicuramente è arricchente, hai una visione del mondo continuamente in cambiamento e devi cercare sempre una soluzione che vada a soddisfare le esigenze della persona che hai di fronte in quel momento.
L’aspetto più ingrato è la burocrazia…rischio di essere scontato ma è vero, pesa moltissimo. Il pericolo è che possa prendere il sopravvento nel corso dell’attività lavorativa. Se esiste la scuola è perché esistono gli studenti e gli insegnanti, però è sulla burocrazia che veniamo chiamati a rispondere e questo un po’ mi dispiace.

Il Bruno-Franchetti è stata una bella sfida, se tornasse indietro la rifiuterebbe?

No, credo sia una bella occasione per la scuola. Bisogna vedere cosa può nascere dall’unione, dal confronto della tradizione classica con quella scientifica. Non sono due mondi separati, questa è la sfida. Abbiamo bisogno di creatività e innovazione in questo momento e non di ripetere sempre gli stessi modelli

Cosa vorrebbe si dicesse di lei come Dirigente Scolastico?

Spero si possa dire che fa bene il suo lavoro e il suo dovere e che ci sia onestà intellettuale, sarebbe molto importante.

In questo momento soprattutto, quanto è importante seguire le proprie passioni?

È fondamentale, perché la passione è alimentata dalla motivazione, quando sono motivato e seguo la mia passione sono pronto a qualsiasi tipo di sacrificio per raggiungere il mio l’obiettivo.
È importante aver chiarezza rispetto alle proprie passioni, coltivarle anche se sono in ambito extrascolastico, dobbiamo avere un orizzonte a 360 gradi.

Quindi anche dal punto di vista scolastico, una scelta universitaria?

Assolutamente sì, una scelta universitaria che guardi solo al lavoratore e non alla persona rischia di essere una scelta fallimentare, o comunque una scelta che lascia dei rimpianti e nella vita non si devono mai avere rimpianti!
Bisogna operare per poter realizzare le proprie aspirazioni, i propri sogni.

Se non fosse qui dove vorrebbe essere? In riva al mare?

In riva al mare (ride)! Rischio di essere ripetitivo ma sì, in riva al mare con un bellissimo tramonto!

Allora le auguro di avere presto una bella vacanza ristoratrice!

Sara Dal Mas

Permalink link a questo articolo: http://istitutobrunofranchetti.gov.it/giornalino/editoriale/editoriale-febbraio-2014

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